
Di cosa si tratta?
Fa riferimento all’orientamento sessuale, ovvero un’attrazione sessuale, emotiva, romantica verso:
- persone di sesso opposto, uomini e donne (eterosessualità),
- persone di stesso sesso uomini e uomini, donne e donne (omosessualità)
- oppure da entrambi (bisessualità) uomini e donne, uomini e uomini, donne e uomini, donne e donne.
Inoltre, fa riferimento anche al proprio senso di identità. Alcuni individui si definiscono, in questo caso Queer, ovvero persone che non scelgono di etichettare se stessi in base alla loro tipologia di relazione (omo, etero bisessuale).
Si tratta di un tema in continua evoluzione, che può sembrare più complessa rispetto a quello che è in realtà poichè si discosta molto dall’ideale normativo della cultura di riferimento.
Di seguito andremo a vedere il significato di ognuna categoria:
- Lesbica: Una persona di genere femminile che prova attrazione romantica/sessuale/emotiva con una persona dello stesso genere.
- Gay: Una persona di genere maschile che prova attrazione romantica/sessuale/emotiva con una persona dello stesso genere.
- Bisessuale: Una persona di genere maschile o femminile che prova un’attrazione romantica/sessuale/emotiva con una persona dello stesso o genere opposto.
- Transgender: Una persona di genere maschile che vive un’identità femminile come una persona di genere femminile che vive un’identità maschile.
- Queer: Una persona che non ha un orientamento sessuale definito, cioè prova attrazione emotiva/sessuale/romantica verso un genere non definito.
Per approfondimento consultare la pagina https://www.apa.org/topics/lgbtq
SITUAZIONI DI CRITICITA’
COMING OUT GENITORI-FIGLI
Coming out significa esporre il proprio orientamento sessuale e/o identità di genere nel proprio contesto familiare, relazionale e sociale. La scoperta della propria identità e del proprio orientamento sessuale non riguarda, quindi solo l’individuo stesso, ma anche le persone attorno a lui.
Per quanto riguarda il contesto familiare, esso risulta potenzialmente il più difficile da affrontare poiché si ha a che fare con la propria famiglia, i propri cari, non vogliamo deluderli.
All’interno del nucleo familiare, infatti, si sviluppano schemi e rappresentazioni mentali fatte di convinzioni e credenze antiche e solide che si esprimono con aspettative e doveri prossimi.
La loro realizzazione, quando viene meno, comporta una serie di fattori negativi: paura dell’altro e dei suoi giudizi, sentirsi sbagliati, sentirsi indegni, essere costretti a mentire e tutto ciò, ha un impatto sulla qualità di vita relazionale e sociale. Ci si sente soli ed intimoriti di fronte ad una possibile reazione dell’altro e a volte rimaniamo con un boccone amaro da mandare giù.
DISCRIMINAZIONE A SCUOLA/LAVORO
Tutto ciò che si discosta dall’ideale normativo della cultura di riferimento, è soggetto a discriminazione poiché devia dalla norma. E tutto ciò che risulta deviato dalla norma porta con sé un’immagine negativa, qualcosa di sbagliato che bisogna correggere.
Contesti comuni dove possono avvenire situazioni di questo tipo sono la scuola per un ragazzo e il contesto lavorativo per un adulto. In entrambi i casi, sono luoghi dove si passa maggior parte del proprio tempo, dove si creano relazioni significative e dove affidiamo la propria crescita personale e professionale. L’instaurarsi di situazioni di aggressività verbale e fisica comporta un danno alla persona sia fisico che psicologico. Questo nel migliore dei casi, poiché fin quanto si esprime questa aggressività, c’è possibilità di confronto, quando invece non si vede ma è presente e celata negli sguardi e/o nei dialoghi tra le righe con i propri compagni/colleghi, che si fa?
OBIETTIVI E SOLUZIONI TERAPEUTICHE
- Accettazione di sé: Con accettazione non vogliamo dire rassegnazione, anzi, vogliamo esprime l’accoglienza, accogliere di noi stessi per quello che siamo, ovvero persone spontanee, naturali e piene di vitalità. In questo modo l’opinione altrui rimane un’opinione altrui, non ci dice quello che siamo.
- Competenze relazionali: Sviluppo di tutte quelle abilità che favoriscono la comprensione di noi stessi e il contatto con le persone che ci circondando in base al contesto in cui ci troviamo. In questo modo abbiamo più forza e più sostegno di fronte a situazioni più difficili.
- Non si è soli: l’accoglienza e l’ascolto rappresentano fattori positivi per il benessere psicofisico di ognuno di noi. Si tratta di un’apertura al prossimo di cui possiamo fidarci ed affidarci. Un cuscino a cui possiamo appoggiare la testa, anche solo per un attimo.




